Oggi a Genova 

Usb e Calp annunciano una nuova mobilitazione contro i traffici della compagnia Zim

Appuntamento domani, venerdì 10 ottobre: preconcentramento organizzato dagli studenti universitari di “Cambiare Rotta” alle 18 in via Balbi 5, poi corteo verso il porto e presidio alle 19:30 al varco Albertazzi

Usb (Unione Sindacale di Base) e Calp (Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali) annunciano per domani, 10 ottobre, una nuova iniziativa di protesta con l’obiettivo dichiarato di bloccare le operazioni di carico e scarico delle navi della compagnia israeliana Zim. Il programma diffuso sui canali social prevede un preconcentramento alle 18 in via Balbi 5 e, a seguire, lo spostamento verso il varco Albertazzi/San Benigno, dove è previsto il presidio dalle 19.30.

Nel messaggio diffuso dal Calp, i portuali richiamano la situazione in Palestina e accusano il governo israeliano di gravi violazioni dei diritti umani, citando anche gli episodi che hanno coinvolto le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla. «Di fronte a tutto questo non possiamo fare finta di nulla», scrivono, rivendicando la continuità delle mobilitazioni e invitando a partecipare al presidio.

L’Usb nazionale rilancia una piattaforma più ampia: «Blocchiamo tutto, si può cambiare tutto», è l’incipit del post con cui il sindacato propone “100 assemblee operative permanenti” contro guerra e riarmo, collegando la solidarietà al popolo palestinese a rivendicazioni sociali su salari, servizi pubblici e condizioni di lavoro. Tra le priorità indicate: boicottaggio e sanzioni economiche, a cominciare dal blocco del commercio di armamenti, e un percorso di mobilitazione permanente che unisca vertenze pacifiste e temi del lavoro.

Alla chiamata aderiscono varie realtà politiche e sociali, tra cui Potere al Popolo, Calp, Ex Opg “Je so’ pazzo”, Movimento per il diritto all’abitare, Cambiare Rotta, Collettivi Autorganizzati Universitari, Organizzazione Studentesca d’Alternativa, Rete dei Comunisti e altre associazioni, spazi sociali e collettivi studenteschi citati nel comunicato.

Gli organizzatori invitano a non “abbassare la guardia” e a mantenere alto il livello di partecipazione. La mobilitazione di domani, spiegano, si inserisce in una campagna nazionale che punta a tenere viva l’attenzione sul conflitto e sulle sue ricadute, proponendo assemblee e presidi in numerose città. Autorità e forze dell’ordine sono attese in campo per la gestione dell’ordine pubblico e della viabilità nelle aree interessate.

Foto di Marco Pelizza


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